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Manuale pratico di oftalmologia legale

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Disponibile dal 6 ottobre

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COD: 978-88-98789-31-3 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Autore: SOCIETÀ ITALIANA DI OFTALMOLOGIA LEGALE (Sociale, Preventiva ed Ergonomica)
Anno di pubblicazione: 2022
ISBN: 978-88-98789-31-3
Editore: Ariesdue srl
Pagine: 440

Prefazione

Negli ultimi decenni si è assistito a un indubbio incremento dell’interesse verso l’ipotesi che differenti ambiti clinici presentassero specifiche peculiarità in relazione alla cultura specialistica medico legale. È un tema che offre ampi e giustificati motivi di riflessione nell’epoca contemporanea. Tale prospettiva è stata senz’altro favorita dall’espansione dello studio dei temi della responsabilità professionale sanitaria che, per sua natura, coinvolgendo tutti i settori della cultura medico chirurgica, vede il suo fondamento tecnico ed etico di valutazione retrospettiva nell’associazione delle competenze cliniche con quelle medico forensi. Questo presupposto si è associato anche a una richiesta culturale di affinamento metodologico negli specialisti indirizzati a una più intensa collaborazione con la prassi medico legale proprio nell’intento di favorire il più proficuo raggiungimento della collegialità valutativa che, in concreto, è stato anche affermato dalla normativa in vista del più elevato e compiuto contributo all’amministrazione della giustizia. Tale percorso è indubbiamente l’espressione degli stravolgimenti che lo stesso metodo scientifico ha acquisito nella ricerca, nell’individuazione dei parametri di giudizio sull’effettivo significato delle acquisizioni tecniche e sui loro risvolti nella prassi: un itinerario che ha condotto a consapevolezze e impostazioni del tutto innovative e in continua evoluzione.

Si è tessuto un evidente rinnovamento anche del concetto di multidisciplinarietà, a volte foriero di non semplici itinerari risolutivi, in presenza di una ben chiara visione della complessità dei problemi della biologia umana e del delicatissimo tema del suo studio sotto il profilo del diritto che è l’elemento definitorio stesso della medicina legale.

Le discipline oftalmologiche, in Italia, hanno seguito questi impulsi con grande attenzione e slancio addentrandosi nei problemi che, a tutti gli effetti, vedono interfacciarsi i temi clinici di pertinenza con i problemi medico legali. Ne è derivato un indubbio arricchimento culturale ed esperienziale che ha anche ampie ripercussioni sotto il profilo della prevenzione del rischio clinico in tale specifico ambito specialistico.

Questo testo, nella sua impostazione, rappresenta un’espressione fedele di tale esperienza produttiva. In esso la stretta collaborazione tra specialisti nelle discipline oftalmologiche e specialisti in medicina legale, non disgiunta dal contributo di insigni giuristi, ha condotto a un’esposizione che traduce in modo chiaro le premesse delle quali si è detto: a fronte di una trattazione che si addentra nei principi essenziali dei principali settori del diritto, viene articolata l’analisi delle fattispecie che coinvolgono specificamente la patologia oculare e i professionisti che ne sono i responsabili, addentrandosi in concreto nelle circostanze che costituiscono peculiarità operative e di giudizio clinico e medico legale. Ciò nel delicato settore della relazione con il paziente, delle differenti forme di responsabilità, negli ambiti amministrativo, deontologico, assicurativo privato e sociale, assistenziale sociale e della determinazione delle conseguenze sulla persona dei fatti esterni coinvolgenti la funzione visiva. Il dichiarato intento pratico del testo è soddisfatto da sezioni di argomento clinico modulate sui diversi ambiti di azione clinica oftalmologica e sui differenti inquadramenti che possono presentare in relazione all’ambito giuridico nel quale le si trattano in termini epicritici con la finalità di contribuire alla loro focalizzazione medico legale. Gli argomenti di pratica oftalmologica si estendono in modo completo dalle prestazioni di pronto soccorso sin agli aspetti riabilitativi ricordando come ciascuno di tali estese sfere di azione sottenda, in ogni suo aspetto, temi medico legali.

È un contributo che rivela consapevolezza e volontà di una continuità di approfondimento che, per il prestigio, l’estrazione e la competenza degli autori, denota il sicuro intento di favorire l’auspicio di quella già citata multidisciplinarietà che la storia e la tradizione medico legale hanno anticipato e che, con l’elevato apporto oftalmologico, in questa trattazione, vede realizzarsi un progetto di sempre più proficuo sviluppo futuro.

Riccardo Zoja
Professore Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni
Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute

Manuale pratico di oftalmologia legale
ultima modifica: 2022-09-05T10:41:53+02:00
da ariesdue
Manuale pratico di oftalmologia legale ultima modifica: 2022-09-05T10:41:53+02:00 da ariesdue

Introduzione

Che cos’è l’Oftalmologia legale?

Nella storia dell’insegnamento della medicina due discipline ne fanno parte dai primordi: la medicina legale e l’oftalmologia.
La medicina legale nacque come disciplina speciale alla fine del ‘500 (in particolare per l’opera dell’imolese Giovan Battista Cadronchi); l’oculistica od oftalmoiatria nacque un paio di secoli più tardi perché dapprima l’insegnamento era affidato ai chirurghi generali. La prima cattedra di insegnamento specialistico fu affidata a Michele Troja, a Napoli, nel 1779.

La presenza quindi nelle facoltà mediche italiane della scuola di specializzazione di medicina legale e di oculistica è una realtà secolare.
Due specializzazioni con poco in comune – l’una sostanzialmente giuridica, l’altra medico chirurgica – ma che hanno nella vita moderna frequenti occasioni di incontro. Quasi sempre si tratta di incontri amichevoli e proficui.

Il medico legale insegna prudenza, l’oculista è soprattutto un microchirurgo ma è anche esperto di una raffinata scienza medica che ha numerosi contatti con la medicina generale e diverse branche di essa: non dimentichiamo le numerose occasioni in cui l’oftalmologo può fornire ai colleghi di altre branche mediche preziose consulenze e importanti suggerimenti diagnostici.

Le necessità di contatto tra medicina legale e oftalmologia stanno aumentando in questi anni, anche per il frenetico variare delle dotazioni tecniche e l’incremento delle strumentazioni e delle tecnologie soprattutto chirurgiche e parachirurgiche.

La Legge Gelli-Bianco in materia di CTU ha dato sostanza a questa necessità di incontro e collaborazione tra medico legale e specialista. Scrive Sergio Fucci, Magistrato esperto tra l’altro in questioni oftalmologiche, “Nei procedimenti civili e nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l’autorità giudiziaria affida l’espletamento della consulenza tecnica e della perizia a un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti nella disciplina che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento”.

È difficile escludere l’utilità del ricorso all’ausilio degli esperti quando si tratta di controversie, come quelle sulla responsabilità professionale del medico, nelle quali si discute di specifiche questioni tecniche e scientifiche che necessitano di accertamenti e di valutazioni da parte di soggetti affidabili in quanto competenti in materia e privi di conflitti di interesse rispetto alla fattispecie, avendo cura che i soggetti da nominare, scelti tra gli iscritti negli albi di cui ai commi 2 e 3, non siano in posizione di conflitto di interessi nello specifico procedimento o in altri connessi e che i consulenti tecnici d’ufficio da nominare nell’ambito del procedimento di cui all’articolo 8, comma 1, siano in possesso di adeguate e comprovate competenze nell’ambito della conciliazione acquisite anche mediante specifici percorsi formativi.

Il sapere scientifico entra nel processo, sia civile che penale, attraverso la mediazione degli esperti che a vario titolo vengono chiamati dalle parti o dal giudice a esprimere il loro giudizio sui fatti di causa.

Nel processo civile per l’accertamento della responsabilità professionale la consulenza tecnica disposta dal giudice è qualificata come consulenza percipiente perché il CTU non solo esprime giudizi, ma anche accerta e descrive i fatti, allegati dalle parti, per i quali è necessario avere specifiche competenze tecniche. In questo modo la CTU può diventare anche uno strumento di prova dell’esistenza o meno degli elementi fattuali posti a sostegno della domanda di risarcimento danni avanzata dal paziente.

Questo concetto è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, terza sezione civile, nella recente sentenza n. 5487/2019 che ha sottolineato che, di norma, in materia di responsabilità sanitaria la consulenza tecnica è percipiente, a causa delle conoscenze tecniche specialistiche necessarie, non solo per la comprensione dei fatti, ma per la rilevabilità stessa dei fatti, i quali, anche solo per essere individuati, necessitano di specifiche cognizioni e/o strumentazioni tecniche.

Una società scientifica di Oftalmologia Legale è proprio al servizio di questa esigenza di integrazione. Come consulenti di parte in questioni che coinvolgono il sapere oftalmologico accade sempre di rendersi conto di quanto sia utile nel dibattimento la collaborazione con il medico legale e come Consulente di ufficio in armonia con il medico Legale ci si rende conto dell’importanza per il Giudice del parere dell’Oculista come componente integrante di quel Collegio di consulenti esperti attualmente previsto e auspicato.

L’oftalmologia legale studia, analizza, illustra una quantità enorme di problemi che non hanno alcun interesse per la patologia e la clinica, e che invece ne assicurano uno immenso per il medico legale.

Solo un clinico che abbia integrato la sua cultura con i vasti e difficili problemi propri della medicina legale potrà utilmente ed efficacemente esercitare le attività di oftalmologia legale.
La cultura e un esatto metodo obiettivo (di indagine) dovranno essere uniti a una rigorosa coscienza medico legale, condizione essenziale per un perito, considerata la sua alta funzione nella Società.

Per concludere: stesura di certificati medici, denunce di malattia, valutazione della idoneità all’attività professionale, oltre alla stesura di perizie, sia in qualità di C.T.U. che di C.T.P. (sia nel campo penale, che civile, che assicurativo), informazioni su applicazioni tecnologiche, prescrizione di nuovi farmaci, conoscenza della legislazione e della giurisprudenza, sono tra le principali evenienze che si pongono all’oftalmologo, in particolare a quello che agisce nel campo medico legale.
La collaborazione tra oftalmologo e medico legale è tutt’altro che facile da ottenere: le due specialità hanno basi culturali diametralmente opposte, l’una giuridica e umanistica, l’altra squisitamente tecnica e approfondita. L’oftalmologia legale, predicando un approfondimento armonico e una equilibrata buona volontà, permette di fatto che a consulenti isolati chiusi nel loro sapere si sostituisca un vero e proprio “collegio sapiente” di indubbia utilità.

Giovanni Calabria
Demetrio Spinelli

Manuale pratico di oftalmologia legale ultima modifica: 2022-09-05T10:41:53+02:00 da ariesdue