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Manuale per Assistente di Studio Odontoiatrico – ristampa aggiornata

€ 117,00 € 99,45 IVA inclusa

Il libro sarà disponibile a partire dal 18 dicembre

Descrizione prodotto

Autore:vari
Anno di pubblicazione:2018
ISBN:978-88-98789-11-5
Editore:Ariesdue srl
Pagine:601
Formato:230 x 285mm


Presentazione

Non appena fu impostato questo testo per ASO, sotto la guida di Paride Zappavigna, accettai con entusiasmo di presentarlo e di dare il mio contributo per il capitolo a me più congeniale, cioè l’ergonomia.

In quell’occasione mi fu gradito sottolineare, e - data la mia esperienza - ribadire, come l’assistente fosse una figura imprescindibile per integrare la squadra di lavoro a beneficio del paziente bisognoso di cure odontoiatriche.

Questa ristampa aggiornata è arricchita di nuovi contributi e nuovi capitoli, che rendono il testo più ricco e più aderente alle novità istituzionali che sono maturate durante l’anno passato. Alludo all’istituzione del “profilo” ministeriale, riguardante l’assistente di studio odontoiatrico (ASO) che viene così definitivamente ad affiancarsi, in modo professionalmente coerente, all’odontoiatra e all’igienista. Con l’attenzione rivolta al passato, infatti, si doveva considerare incomprensibile e inaccettabile che l’odontoiatra
venisse affiancato, nelle sue pratiche terapeutiche, da persone con competenze
professionali completamente estranee a quanto richiede la nostra disciplina.

Infatti, sia per quanto riguarda la componente operativa manuale sia quella comunicazionale, era ormai pienamente riconosciuto che noi dentisti non potessimo affidarci alla collaborazione di figure del tutto “dilettantesche” o con preparazione comunque estemporanea, autoreferenziale e, sostanzialmente, inadeguata.

Con il “profilo” tutto questo cessa del tutto, con il sincero rammarico che questa istituzionalizzazione avvenga con grave e incomprensibile ritardo, e con l’indiscutibile certezza che non si possa più, per alcun motivo, ripetere l’errore del passato.

Mi piace qui ribadire, al riguardo, con sempre maggior convinzione, quanto già scrissi nella precedente presentazione. In primo luogo perché faccio il dentista da oltre sessant’anni, con più di 72mila ore di lavoro alla poltrona, davanti e per il paziente.

Ho fatto questo lavoro come assistente universitario, come dentista “mutualista”, come libero professionista. Da tutta questa esperienza ho ricavato un precetto fondamentale: alla gente non interessa né la nostra capacità tecnica, da sola, né le nostre competenze burocratiche o adempimentistiche, da sole; quanto interessa di più alla gente è “essere trattata bene”, e, ancora più difficile, in modo integrato.

Quando si parla di “modo integrato” si deve includere, nel gioco delle parti tra dentista e paziente, l’imprescindibile figura del collaboratore, oggi “profilata” ASO.

Questo collaboratore o collaboratrice deve essere specificamente preparato a svolgere compiti che non si limitino a dettagli manuali o vagamente ancillari, ma deve, anzitutto e fondamentalmente, aver compreso che il suo lavoro è di imprescindibile supporto a particolari psicologici e umani. Anche l’ASO, per essere chiari, deve essere coinvolto in quel contesto operativo di “Vision and Mission” che fa del nostro lavoro un unicum professionale, ispirato, anche suo caso, dal nostro Codice Deontologico. Questo prescrive l’Articolo 20 del Codice: il dentista deve cercare di realizzare con il paziente una “alleanza”, che si debba realizzare attraverso la “comunicazione”: a questo ideale deve attenersi, contestualmente, anche l’ASO.

Ed eccoci all’importanza consequenziale di questo testo, oggi rinnovato. In primo luogo perché è indispensabile che la professionalità di ogni dentista venga integrata e sostenuta da collaboratori competenti e davvero preparati al lavoro, quale ho poco prima descritto.

Fino a oggi troppo si è atteso, e i tentativi posti in atto sono stati pericolosamente settoriali e non hanno mai avuto una visione doverosamente globale e approfondita. In secondo luogo questo testo è valido perché la sinergia sviluppata tra colleghi e amici, con attività quotidiane di vario tipo e con l’avallo di diverse egide, è un segnale altamente efficace per tutta l’odontoiatria.

Questo dimostra la capacità di lavorare avvalendosi delle più disparate competenze, con il supporto di un ampio panorama culturale e, finalmente, con l’imprimatur ministeriale che ha codificato il “profilo” ASO, sul quale, per alcun motivo, possono essere presentate interpretazioni riduttive.

Sono certo che il testo, così ben impostato e realizzato, con il contributo di illustri colleghi e sotto l’eccellente guida di Paride Zappavigna, avrà grande successo, meritatissimo e superiore a ogni immaginabile aspettativa.

Carlo Guastamacchia

Introduzione


Siamo di fronte a una svolta epocale in cui l’odontoiatria ha visto cambiare i paradigmi dell’organizzazione del lavoro e della comunicazione, perché è cambiata la società con i suoi bisogni.

Le strutture odontoiatriche sono in mezzo a una trasformazione senza precedenti e devono adattarsi ai cambiamenti. Stiamo assistendo a un tentativo diffuso e pericoloso di trasformare il rapporto medico-paziente – relazione interpersonale basata sulla fiducia, che pone la cura al centro – in rapporto brand-cliente, che ha invece come oggetto solo l’erogazione di servizi a un consumatore.

Oltre a questo, viviamo in un momento di crisi di fiducia delle persone. La supremazia della tecnologia ci illude di compensare questa carenza. Le super specializzazioni mediche hanno portato, invece, a disintegrare il corpo in frammenti di organi e apparati, perdendo di vista l’aspetto unitario soma-psiche.

Il Manuale che presento parte proprio da questo scenario e si pone come obiettivo quello di mettere al centro la cura della persona e il benessere dei lavoratori che se ne fanno carico.

Oggi più che mai è diventato insostituibile il lavoro di squadra del team odontoiatrico, nel quale ogni profilo professionale che interagisce ha bisogno di un’idonea formazione per perseguire sinergicamente l’obiettivo comune. In questo contesto socioculturale, l’odontoiatra non può più esprimere da solo le sue competenze: è diventato fondamentale il ruolo dell’assistente dentale.

Anche il legislatore, se pur lentamente, si è accorto di questa necessità, tanto che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18A02409 del 9/2/2018 ha definito il profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), quale operatore di interesse sanitario, prescrivendo l’obbligo formativo affidato alle Regioni per ottenere l’Attestato di qualifica, valido su tutto il territorio nazionale. Non solo. Per la prima volta si estende l’obbligo alla frequenza di eventi formativi di aggiornamento annuali.

Si tratta di una rivoluzione, ma lo spirito che mi ha guidato nel curare questo Manuale dedicato agli ASO non è stato solo quello di soddisfare le competenze previste dalla nuova qualifica professionale, come obbligo formativo, ma di creare un’opportunità per quelle persone che, attraverso il sapere e il saper fare, vogliano orientarsi a quell’autorealizzazione che fa diventare di loro donne e uomini liberi. E la scuola ha proprio il compito di educare, cioè di “educere”, di “tirar fuori” ciò che di meglio sta dentro. Solo così si può avere emancipazione e, al contempo, affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro per soddisfare le esigenze di salute della popolazione.

Questa necessità formativa sarà accolta sicuramente da tutti quegli odontoiatri illuminati
che hanno preso coscienza che non possono esprimere da soli la loro professionalità e che sapranno rivitalizzare il loro team – attraverso la conoscenza e la motivazione – evitando così quel pericoloso declino tendente alla loro estinzione, per la competizione nel nuovo panorama sanitario.

Nel 1994 ho iniziato con la mia Sezione provinciale Andi Como-Lecco, che mi ha sempre sostenuto con fiducia, un appassionante viaggio nella formazione del personale degli studi odontoiatrici, a partire da quello dei titolari associati; come in un laboratorio – fucina di idee – abbiamo via via delineato un format didattico, aggiornandolo ai cambiamenti.

Durante questo percorso, Andi Como-Lecco ha ottenuto la certificazione come ente formativo ed è stato accreditato dalla Regione Lombardia. L’organizzazione sempre più complessa dei corsi per Assistenti dentali e per Responsabili di segreteria ha preso la forma di una Scuola strutturata, la Dental Equipe School (DèS).

In questi anni, i Docenti della Scuola hanno preparato interessante materiale didattico, come dispense, che è stato utilizzato con soddisfazione dagli studenti. Si sentiva però la necessità di un’organizzazione secondo criteri di propedeuticità e di supporto iconografico di questa importante mole di lavoro. Il DPCM istitutivo del profilo ASO è stato l’occasione che mi ha spinto a curare i contenuti delle diverse materie d’insegnamento e a strutturarli in capitoli, attenendomi il più possibile ai criteri dell’odontoiatria contemporanea e alle relative linee guida. Naturalmente, nella lettura si potranno cogliere punti di vista diversi degli autori che, più che esprimere contraddizioni, costituiscono una molteplicità di voci per un dialogo interdisciplinare, arricchente il sapere e facilitante il ragionamento.

Il volume è sviluppato in quattro blocchi, che hanno affinità con le competenze richieste al profilo dell’ASO. Il primo riguarda l’interazione con le persone assistite, i membri dell’equipe professionale, i fornitori e i collaboratori esterni; il secondo si occupa dell’allestimento e delle strumentazioni per il trattamento odontoiatrico, secondo protocolli e procedure standard; il terzo entra nel merito dell’operatività dell’assistenza all’odontoiatra;
il quarto e ultimo del trattamento della documentazione clinica e amministrativo-contabile.

La suddivisione non è stata semplice, perché ci sono materie complesse che afferiscono contestualmente a diverse competenze; in questi casi si è data rilevanza al principio della propedeuticità.

Ci siamo sforzati di utilizzare un’esposizione chiara, coinvolgente e comprensibile a un più vasto pubblico, eterogeneo per formazione culturale, che consentisse l’attuazione secondo protocolli semplificati, per poter lavorare in sicurezza nell’ambito sanitario.

L’immagine della copertina del manuale rappresenta quattro mani (due coppie) che lavorano nell’operatività clinica sul paziente. Siamo partiti da qui per rappresentare metaforicamente il lavoro dell’assistente dentale che collabora con l’odontoiatra.

Le mani sono lo strumento, potentissimo, più importante dell’uomo. Possono costruire, ma possono anche distruggere. Le mani esprimono interazione, coordinazione, cooperazione, finalizzazione, armonia ed efficacia dei movimenti, come nella danza. Sono l’icona del team di lavoro. Delle mani a noi interessa la caratteristica identitaria delle persone: attraverso il loro utilizzo sapiente si esprime la “manualità”. Per manualità intendiamo non solo l’abilità nell’uso delle mani nelle attività umane e professionali, ma soprattutto l’attuazione di competenze specifiche.

E la scuola ha un ruolo fondamentale nell’accogliere questo aspetto, per formare persone che sappiano gioire, crescere e apprendere attraverso l’esperienza delle loro mani. Solo così la manualità diventa abilità. È su questa abilità che ci siamo soffermati e che ci ha fatto denominare il libro “manuale”.

Le attività umane che hanno caratterizzato la cultura occidentale, da Aristotele in poi, sono state ripartire in tre generi: la teoria, l’azione e la creazione. Nel pensiero e nel linguaggio comune questa visione tricotomica oggi si è semplificata a bipartita: teoria e prassi. Il rapporto teoria-prassi rappresenta uno dei nodi cruciali nella didattica, dove la scienza si preoccupa della teoria e la tecnica della prassi. Una ha bisogno dell’altra in un rapporto dialogante. La teoria che non si relaziona con i problemi della pratica finisce per risultare astratta, inefficace, vuota; ma anche la prassi senza la teoria vaga nel buio, andando per
tentativi. In questo manuale si è cercato, pertanto, di fare convivere in modo armonico
queste due visioni.

Nel mondo antico la tecnica (dal greco τέχνη “téchne” e dal latino “ars”) era intesa come “arte” nel senso di “perizia”, “saper fare”, “saper operare”. Tutte le abilità relative alla tecnica erano dette arti (medicina, scultura, architettura, matematica eccetera). L’arte di un’attività (intellettuale o manuale) è possibile solo applicando delle “regole”. Galeno definì l’arte un “insieme di norme universali”, adeguate e utili poste al servizio di un fine definito.

La tecnica implica l’adozione di un metodo e di una strategia nell’identificazione precisa degli obiettivi e dei mezzi più opportuni per raggiungerli.

Tra le diverse arti ci fu proprio lo sviluppo dell’arte medica, forse tra le più sublimi. Proprio l’arte ippocratica fornisce il più interessante modello teorico di metodo, in cui ogni nuova scoperta utile tiene conto delle precedenti, a cui è legata e dalle quali è resa possibile.

La medicina non è quindi una scienza, ma una pratica basata su scienze, che opera in un mondo di valori. È una tecnica – nel senso ippocratico di téchne – dotata di un suo proprio sapere e che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto: l’uomo. Dobbiamo partire da qui. L’arte medica pone al centro del progetto di cura la relazione medico-paziente, che è una relazione tra persone prima ancora che una relazione professionale.

Il ruolo dell’assistente dentale si inserisce in modo determinante proprio in questa relazione. Vorremmo, pertanto, attraverso la divulgazione di questo manuale, prender parte a quello di cui oggi abbiamo tanta necessità: il recupero di valori più immateriali e umani per un nuovo umanesimo della medicina e quindi dell’odontoiatria, nelle quali la tecnologia si sta imponendo sia sul versante diagnostico che terapeutico; ma la compressione tra un crescente tecnicismo e le necessità organizzative e di competizione, non devono far perdere di vista questa relazione.

Paride Zappavigna

 

Autori

Stefano Almini
Stefano Argenton
Francesca Bianchi
Irene Biotti
Alfonsa Butera
Massimo Canella
Filippo T. Casanova
Fabrizio Centonze
Luigi Colombo
Marco Conca
Maria Croizat
Matteo Deflorian
Nicola Di Gennaro
Enrica Di Lorenzo
Dominique Evoli
Mattia Fedele
Cesare Q. Fiore
Davide Fiori
Miriam Fossati
Roberto Franchini
Martina Gangale
Stefano Garatti
Emanuele Gatti
Daniele Gilardoni
Guido Golfieri
Joseline Golfieri
Carlo Guastamacchia
Luca Levrini
Luca Ligato
Fulvia Magenga
Alessandro Magnanensi
Alessandra Mazzei
Fabrizio Meani
Francesco Monticelli
Luigi Paglia
Michela Paglia
Claudio Pagliani
Roberta Pegoraro
Marco Piferi
Maurizio Quaranta
Riccardo Rasia dal Polo
Giuseppe Renzo
Aldo Russo
Lucrezia Sabbioni
Andrea Sardella
Fabio Scaffidi
Riccardo Scaini
Marco Scarpelli
Francesco Simoni
Matteo Taino
Ornella Tavolotti
Tiziano Testori
Grazia Tommasato
Maria Lorena Trecate
Lorenzo Vanini
Elena Maria Varoni
Laura Vedani
Matteo Zanin
Paride Zappavigna
Iury Maurizio Zucchi